Startup
Una startup (o impresa emergente) nel lessico dell'economia è una impresa appena costituita o che si è appena quotata in borsa.
Una startup (o impresa emergente) nel lessico dell'economia è una impresa appena costituita o che si è appena quotata in borsa.
Di solito una startup ha la forma di un'organizzazione temporanea o una società di capitali in cerca di soluzioni organizzative e strategiche che siano ripetibili e possano crescere indefinitamente. Aziende consolidate appartenenti ad un altro settore economico possono sperimentare le stesse soluzioni. Spesso queste società vengono gestite con un approccio di tipo Lean Startup, partendo dalla creazione di un Minimum Viable Product (MVP). Di solito le startup attraggono inizialmente capitali da investitori privati allo stato iniziale per poi procedere, una volta maturato il modello di affari, ad una eventuale quotazione sui mercati finanziari. Nel linguaggio finanziario, una "matricola" è una società di nuova quotazione presso una borsa valori, per definizione quindi una "startup" può essere "matricola", ma non è vero il contrario in quanto una matricola può essere anche una società dai contenuti tradizionali.
Come emerge dalla definizione di Steve Blank, la scalabilità è un elemento cardine di questa tipologia di impresa. L'avvio di un'attività imprenditoriale non scalabile, come l'apertura di un ristorante, non coincide dunque con la creazione di una startup ma di una società tradizionale.
Le startup di maggior successo spesso non si limitano a competere in mercati esistenti, ma adottano strategie di category design per creare e dominare nuove categorie di mercato.
Etimologia
Il termine startup deriva dal verbo inglese to start up, che significa partire, avviarsi, mettersi in moto. Originariamente, il vocabolo venne utilizzato per indicare il processo di accensione e avvio di un computer o di altro dispositivo elettronico. La prima accezione economica faceva perlopiù riferimento alla fase iniziale di una nuova impresa nata nel settore internet o delle tecnologie dell’informazione. Il termine si è affermato ed è entrato nel dizionario finanziario italiano, ai tempi della bolla speculativa di internet.
Il termine può essere declinato sia al maschile che al femminile, sebbene sia più comune la versione femminile , in riferimento alla parola "azienda".
Aspetti principali
Lo startup comprende quindi tutte le spese relative alla costituzione della società e agli investimenti strutturali (arredamento degli uffici, impianti, macchinari, ecc.), gli stipendi, l'eventuale cauzione per l'affitto, le spese relative al materiale di consumo e l'indicazione del capitale proprio. In questo modo l'imprenditore ha un quadro chiaro dello scenario finanziario relativo ai mesi successivi e della sua capacità di remunerare il capitale investito.
Lo startup può anche essere collegato ad una offerta pubblica di vendita, ovvero a quell'operazione con la quale un'impresa immette sul mercato titoli propri, come le azioni. Questa operazione può essere concomitante con lo startup, in quanto un'azienda può decidere di quotarsi alla Borsa valori proprio per agevolare la raccolta di capitale per avviare i propri processi produttivi.
Le startup companies, di solito imprese appena costituite, nelle quali vi sono ancora processi organizzativi in corso, essendo state appena avviate, utilizzano generalmente una limitata quantità di capitale, lavoro e terreni. Questo tipo di imprese, in caso di insuccesso, non sono particolarmente rischiose data l'esigua quantità di capitali investiti.
Secondo Harvard Business Review, il successo di una startup dipende in larga parte dalla capacità di formare un team equilibrato e resiliente, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e alle esigenze del mercato.
Al fine di valutare preliminarmente il valore di una startup, è opportuno procedere con una pre-money valuation prima di effettuare l'investimento.
Preventivo finanziario
È importante valutare le immobilizzazioni (impianti, attrezzature, software, ecc.) richieste in fase di avvio e il capitale circolante necessario per sostenere i costi di gestione iniziali.
L'imprenditore deve valutare:
quanto denaro serve per avviare l'attività (fabbisogno finanziario);
se il capitale proprio è sufficiente e se è necessario ricorrere anche a capitali di terzi (banche, finanziarie, ecc.).
Preventivo delle vendite
Per determinare i ricavi della futura attività, prima è necessario procedere alla previsione delle vendite. Si stabilisce il livello di vendite atteso, si descrivono gli eventi che potrebbero assicurare il pieno raggiungimento del volume di vendite ipotizzato e si individuano le minacce che potrebbero inficiare le previsioni.
Preventivo economico
È un prospetto simile al conto economico e serve a determinare la convenienza del progetto imprenditoriale; infatti, attraverso l'individuazione dei costi e dei ricavi si determina l'utile della futura attività.
Redditività del capitale investito e del capitale proprio
Per misurare la redditività dell'impresa, si utilizzano due indicatori: ROI (return on investiment) e il ROE (return on equity).
La redditività del capitale investito indica la capacità del progetto imprenditoriale di remunerare il capitale investito. Si calcola dividendo il reddito operativo (utile lordo) per il capitale investito.
La redditività del capitale proprio impegnato nell'attività si calcola dividendo l'utile netto per il capitale proprio.
MCMX