Blu
Il blu è uno dei tre colori primari nei modelli di colore RYB e RGB, classificato come "colore freddo". Il suo colore complementare è l'arancione.
Il blu è uno dei tre colori primari nei modelli di colore RYB e RGB, classificato come "colore freddo". Il suo colore complementare è l'arancione.
Presente nello spettro percepibile dall'occhio umano, il blu si trova tra il ciano e il violetto e ha una lunghezza d'onda tra circa 435 e 500 nanometri. È uno dei sette colori dell'arcobaleno, insieme a rosso, arancione, giallo, verde, indaco e violetto.
Il blu è anche il colore del cielo notturno, quando è chiaro e sereno, perché le molecole di gas che compongono l'atmosfera terrestre diffondono solo la luce blu, che ha lunghezza d'onda minore, mentre le lunghezze d'onda maggiori vengono assorbite.
Le grandi distese d'acqua (mari, laghi ecc.), con il cielo sereno spesso appaiono blu anche perché riflettono l'azzurro e il celeste del cielo, assumendo però una tonalità più scura in quanto le bande energetiche vengono assorbite in modo differente dall'acqua, facendo scomparire le radiazioni più deboli: prima il rosso, poi il giallo, poi il verde, lasciando come colore dominante il blu.
Etimologia
La parola "blu" è un adattamento del corrispondente termine francese "bleu", anch'esso correntemente usato in italiano, e in modo prevalente fino agli anni ottanta. Il termine francese deriva dal provenzale antico blau, e questo dal franco blāo, che ha la stessa radice del latino blavus.
In natura
Esempi di minerali che presentano un colore blu più o meno intenso sono l'ambra blu, l'azzurrite, lo zaffiro blu, l'agata blu, la boleite e la cornetite.
Talvolta foglie di alcuni specie vegetali (ad esempio Brassica oleracea var. capitata).
Sebbene il colore blu nel mondo animale sia spesso considerato un colore "insolito", si ritrova in molti invertebrati (ad esempio farfalle come Morpho menelaus, dalle ali blu), ma anche in vertebrati (ad esempio nel piumaggio di molti uccelli), spesso combinato con altri colori.
Negli esseri umani
Negli esseri umani, il colore blu viene percepito attraverso dei coni (che sono delle cellule fotorecettrici presenti sulla retina dell'occhio) appositamente deputati a distinguere i colori. Esistono tre tipi di coni nell'occhio umano: S, M e L. Ciascuno di questi tipi percepisce un particolare intervallo di colori e la percezione dei singoli colori nasce dalla combinazione dei diversi stimoli. In particolare il colore blu è associato ad una stimolazione dei coni S molto maggiore rispetto alla stimolazione dei coni M e L.
Negli animali
La percezione del colore blu è differente tra gli esseri umani e gli altri animali. Ad esempio i ragni, potendo percepire solo il colore verde e colori nell'ultravioletto, non percepiscono il colore blu.
Pigmenti e coloranti
Tradizionalmente il blu è stato considerato come un colore primario nella pittura. L'arancione è il suo complementare; ma in realtà questo non è corretto nella moderna teoria dei colori. Poiché la miscelazione dei pigmenti è un processo sottrattivo, si ha che i reali colori primari nella pittura sono il ciano, il magenta e il giallo (spesso viene aggiunto anche il nero per ragioni pratiche).
Prima della sintesi chimica dei colori, per ottenere una tinta blu, era necessario mescolare olio di lino e polvere di lapislazzulo; questo procedimento rendeva il blu il colore più costoso in assoluto tra la gamma dei colori a olio ed era quindi usato con molta parsimonia (al contrario di colori come il marrone in cui bastava mescolare olio e terra).
In pirotecnica
Fuochi d'artificio di colore blu possono essere ottenuti da cloruro rameico e da polivinilcloruro.
In chimica analitica
Nel saggio alla fiamma, una fiamma di colore blu può indicare la presenza di gallio, indio, rame, stagno o zinco. In generale, fiamme di colore blu indicano una temperatura di fiamma elevata (intorno ai 1400 °C circa).
Nell'indicatore universale, il colore blu denota una soluzione con pH fortemente basico.
Codifica
Nell'ambito dell'elettronica, prima dell'avvento degli schermi a colore, il blu non poteva essere visualizzato attraverso gli schermi in bianco e nero. A partire dall'introduzione delle tecniche di cinematografia a colori (come il processo Kinemacolor del 1908 e il successivo Technicolor del 1916), è stato possibile visualizzare nello stesso schermo elettronico diverse sfumature di colori, tra cui anche il blu, utilizzando diverse codifiche del colore, tra cui quelle indicate di seguito.
RGB
Il blu è uno dei tre colori utilizzati come colori primari nella codifica RGB assieme al rosso e al verde. Essendo il terzo tra i colori della terna RGB, il codice RGB del blu "puro" è quindi (0; 0; 255), ovvero con il valore massimo (255) della componente blu e un valore nullo (0) delle componenti rossa e verde. Tale combinazione nel sistema numerico esadecimale (HEX) corrisponde al valore #0000FF (utilizzato ad esempio nel linguaggio HTML per identificare il colore blu).
Gli schermi che si basano sulla codifica RGB hanno 3 tipi di pixel: rossi, verdi e blu, aventi una forma e una disposizione differente a seconda dello specifico tipo di schermo (ad esempio TV CRT, PC CRT o LCD); la visualizzazione del colore "blu" corrisponde dunque all'accensione dei soli pixel di colore blu, mentre la visualizzazione di varianti del colore blu corrisponde ad una combinazione dei 3 tipi di pixel nella quale i pixel di colore blu sono accesi con maggiore intensità rispetto ai pixel di colore rosso e verde.
CMYK
Nella codifica CMYK (ciano-magenta-giallo-nero), che si basa sulla miscelazione dei colori sottrattiva, il colore blu è rappresentato come il colore ottenuto dall'addizione del ciano e del magenta, ovvero dalla quadrupla (100; 100; 0; 0), dove le componenti del ciano e del magenta presentano il valore massimo (100) mentre i componenti del giallo e del nero presentano valori nulli (0).
MCMX
